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Corpo del vino

Per classificare il corpo del vino è necessario capire le relative caratteristiche di ricchezza e di sostanza.

Il corpo, anche detto estratto, può essere idealmente considerato ciò che rimane del vino togliendo l'acqua e le sostanze volatili.

Generalmente i vini rossi presentano di base un corpo maggiore di quelli bianchi per via del fatto che i vini rossi hanno più tannini. Questi non significa che tutti i vini bianchi sono inferiori sotto questo aspetto, è possibile infatti che alcuni vini bianchi risultino più corposi di certi rossi (ad esempio un vino bianco affinato in barrique rispetto ad un vino novello).

Il corpo del vino rappresenta la struttura del vino che lo sostiene nel suo complesso.

Un vino per essere valutato positivamente deve avere la corretta armonia tra i suoi componenti ed è importante che il suo corpo non prevalga rispetto ad altri aspetti ma bensì che manifesti il giusto equilibrio.

Il corpo può essere classificato nel seguente modo:

Magro: si riscontra una struttura anomala e insufficiente. N questo caso è probabile vi siano stati errori nella lavorazione o l'utilizzo di uve scadenti/malate

Debole: si riscontra una modesta struttura dovuta alla scarsa presenza di elementi gustativi. Non è un difetto se siamo di fronte a vini che vanno bevuti giovani.

Di corpo: si riscontra una buona ed equilibrata struttura che sia in armonia con la tipologia del vino. In questo caso l'uva utilizzata deve aver raggiunto l'ottimale stato di maturazione.

Robusto: vino ben strutturato ed equilibrato. Ci troviamo di fronte a vini importanti o di vini ottenuti con lavorazioni particolari (come ad esempio l'appassimento delle uve).

Pesante: in questo caso il vino denota un'eccessiva e sproporzionata "struttura, che causa stanchezza" gustativa. Può succedere bevendo prematuramente un vino che in realtà andrebbe destinato ad un maggiore invecchiamento.

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