
Il Sangiovese è uno dei vitigni italiani più diffusi, viene coltivato dalla Romagna alla Campania ed è il vitigno più grande e diffuso in Toscana.
Entra negli uvaggi di moltissimi vini (più di un centinaio), alcuni di questi tra i più prestigiosi vini italiani:
Chianti, Morellino di Scansano, Brunello di Montalcino e tanti altri conosciuti e non ma sempre validi.
Le origini e la provenienza del Sangiovese sono incerte, le prime informazioni sicure risalgono solo al XVI secolo. Da recenti studi genetici sembra che il "Sangiovese", a dispetto della sua diffusione e presenza nell’area tirrenica e romagnola, abbia legami con vitigni tipici nel Sud Italia, ad esempio Calabria e Campania.
Caratteristiche e diffusione
Quando si parla di Sangiovese in realtà si definiscono molte varietà /cloni nelle quali si è differenziato nel corso dei anni e della zona/regione in cui si è coltivato.
In Toscana ad esempio si trovano due grandi ceppi: il Sangiovese Grosso, che annovera tra i tanti le varietà Brunello (utilizzato per produrre il famoso vino omonimo) e Prugnolo Gentile (impiegato per produrre il Vino Nobile di Montepulciano), ed il Sangiovese Piccolo, utilizzato nella restante gran parte della regione. E' interessante far notare che anche il Brunello è da considerarsi quindi una derivazione del Sangiovese, nella fattispecie una mutazione ad opera di Ferruccio Biondi Santi, all’inizio del 1900, nella propria tenuta il Greppo, a Montalcino.
Il vino che se ne ricava ha alcune caratteristiche comuni (buoni tannini ed elevata acidità ) ma può variare dal più economico fino ai vertici riconosciuti e affermati del Brunello.
Il Sangiovese conosce inoltre in questi ultimi anni una grande diffisione anche all'estero, come ad esempio in California, grazie all'affermarsi dei cosiddetti vini "Super Tuscans".
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